Quando si inizia a gestire il proprio brand sui social media uno dei primi obiettivi che si desidera raggiungere è la notorietà attraverso la crescita del numero di followers, di like e di commenti. Ma è davvero questo che andrà a determinare il successo del nostro business on line? Questi numeri rimangono importanti in termini di awareness (conoscenza del brand), ma in sè non generano ROI (return on investment) e non servono effettivamente a misurare il successo del tuo business. Inoltre restano il punto di partenza del viaggio del cliente e spesso, basarsi solo su questi indicatori significa dare rilevanza alle famose vanity metrics.

Le metriche.

Sono gli indicatori di cui noi Social Media Manager ci serviamo per valutare il successo di una social media strategy e sono essenziali per monitorare tutta l’attività di gestione social e il suo andamento.

Cosa sono le vanity metrics?

Siamo stati abituati sui social media a guardare ai like e ai followers, perché averne tanti significava avere più successo. Oggi sappiamo che non è così. Instagram, ad esempio, ha iniziato la cacciata del numero di like sui post perché l’obiettivo è focalizzare l’attenzione dell’utente sulla qualità e sul valore dei contenuti e non sulla quantità. Ciò che interessa alle piattaforme social come Instagram e Facebook è che i creator postino contenuti di valore, che generano reale interesse da parte degli utenti e non post acchiappa like fine a se stessi.

Il problema delle vanity metrics è che molti dei profili che hanno un numero elevato di followers, se analizzati, non possiedono utenti davvero in target e interessati realmente ai loro contenuti, al loro prodotto e, di conseguenza, non convertiranno mai, non compieranno un’azione orientata a una call to action come, ad esempio, acquistare un prodotto sul sito e-commerce.

In principio erano i BOT o sistemi di automazione.

Se n’è fatto un largo uso sui social media, in particolar modo su Instagram attraverso tecniche di follow/unfollow, commenti e like completamente automatici che la piattaforma, ad oggi, sta bloccando senza pietà. Per fortuna, direi!

Marketer, influencer e aziende stanno spostando la loro attenzione sulla qualità e sul valore delle interazioni e delle relazione costruite nel tempo con i propri followers.

Allora su quali metriche bisogna focalizzarsi?

Semplice! Su quelle correlate ai tuoi obiettivi di business. Se il tuo obiettivo è generare vendite sull’e-commerce attraverso i social, si andrà ad analizzare il traffico e le conversioni ricevute dai social sul sito, se il tuo obiettivo è l’awareness di un prodotto o servizio, le metriche da analizzare riguarderanno la copertura e le impression ovvero, quante più persone riuscirai a raggiungere attraverso i tuoi contenuti, e così via. Sulla base di questi obiettivi, dare importanza al numero di followers sarà inutile perché non andremo a misurare il successo del nostro business.

È importante monitorare sempre le nostre metriche principali, l’analisi dei dati è fondamentale per rendersi conto se la direzione che stiamo perseguendo è quella giusta oppure se dobbiamo effettuare delle modifiche per ottenere risultati migliori.

La crescita organica.

Per crescita organica si intende un incremento delle performance dei tuoi profili social che non ha bisogno di automazioni.

Essa ci consente di crescere sui nostri canali social attraverso contenuti di valore che stimolano l’interazione reale e personale con i propri followers, inoltre con l’aggiunta di qualche campagna ads a pagamento (dove prevista dalla strategia di business), il lavoro impostato sul target di riferimento consente di ottenere buoni risultati in termini di individuazione del proprio pubblico.

Il lavoro organico, rispetto ai sistemi automatizzati, è certamente più lungo ma più soddisfacente in termini di risultati raggiunti con la propria audience nel lungo periodo

 

Se hai bisogno di una mano per iniziare a lavorare sulla comunicazione social del tuo brand contattami.